venerdì 29 dicembre 2017

Basilico Italia, a Sorrento: il ristorante in un cinema

logo Basilico ItaliaAttendere l’orario giusto della proiezione di un film, spizzicando un “cuoppo” di fritti sfiziosi e ben fatti (subito pronti anche durante l’intervallo),  nell’attesa o successivamente alla visione del film mangiare una buona pizza o fare una buona spaghettata in compagnia, in un ambiente accogliente e coloratissimo, senza spostarvi altrove  ma nel  foyer del cinema stesso in cui vi trovate.

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A Sorrento, lo storico cinema Armida che attualmente oltre la sala grande propone anche altre due sale più piccole, da qualche mese offre questo tipo di servizio, con prodotti di qualità e di assoluto animo mediterraneo, principalmente dalla Campania: dalla farina del Mulino Caputo ai pomodori Ciao. Dai formaggi di Agerola al vinello frizzantino  di Gragnano. Locale anche l’olio, prodotto dal vicino  frantoio Gargiulo e il limoncello sorrentino.
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Basilico Italia, questo il nome del ristorante pizzeria, nasce dall’idea del proprietario Maurizio Mastellone, amante del cinema e della buona cucina, di unire le sue principali passioni, offrendo, proprio nel foyer dello storico cinema,  un servizio innovativo e creando il nuovo brand “Basilico Italia, Pasta Pizza, Cuoppo” che diventerà un franchising nazionale che si proporrà oltre che in cinema e teatri anche in locali notturni e discoteche.
Il colorato pavimento è quello originale dalla fondazione del cinema, nel 1952, anche i due forni a legna sono rivestiti con mattonelline originali  che erano state conservate all’epoca.
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In menù i primi della tradizione napoletana, ad esempio spaghetti al pomodoro o pasta col sugo alla genovese, con pasta fresca.
Classiche  anche le pizze, con impasto a lunga maturazione e leggermente più “panoso” delle tradizionali napoletane, ma ugualmente ottime.
Superba la “Salsiccia e friarielli”, buona la margherita.
Autoprodotti  i dolci “della casa”, come la classica pastiera, in versione sorrentina, con l’aggiunta di crema.
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Coccole finali, i deliziosi cioccolatini al basilico e il liquore al basilico.
Basilico Italia è aperto a pranzo e a cena, pronto a soddisfare anche la clientela  internazionale,  è ideale per festicciole per bambini o riunioni di affari ed offre servizio a domicilio, con motorini attrezzati con portapacchi riscaldati.
qui l’album completo.

Basilico Italia
Corso Italia, 217
Sorrento
info@basilicoitalia.it
081 877 2048
https://www.facebook.com/basilicoitalia/

martedì 26 dicembre 2017

Mercatini di Natale in Trentino Alto Adige

DSC_9731Dall’Avvento all’Epifania in Alto Adige si respira un’aria particolare  e si vive un’atmosfera festosa: è il periodo dei famosi  mercatini di Natale in quelle località circondate delle Alpi e dalle Dolomiti,  e in quel periodo si vestono di un fascino unico e caratteristico, come caratteristici sono  i profumi di spezie nell’aria, i grandi e curatissimi addobbi di case e palazzi, il vin brûlé che si può gustare abbinandolo a specialità dolci e salate, magari scaldandosi al fuoco di uno dei tanti camini disseminati lungo i percorsi dei mercatini;  il freddo qui è pungente ma secco, basta coprirsi bene!
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Merano e Bolzano, il capoluogo del Trentino, sono tra i posti che offrono questa atmosfera unica che diventa magica con le luci preserali  del tramonto, dal 24 novembre scorso fino al giorno dell’Epifania ed è possibile tra l’altro prendere parte alle varie manifestazioni ed eventi a tema per grandi e piccoli che si organizzano durante tutta la durata dei mercatini, comprese visite guidate.
Grande attenzione per l’impatto ambientale con attrezzature a risparmio energetico, o incentivi per chi usa  mezzi pubblici di trasporto (sostenibili) precisissimi e convenienti (con l’acquisto delle card disponibili in vari tagli),  mentre se arrivate in macchina si parcheggia agevolmente nei parcheggi a pagamento, vicinissimi alle aree  pedonali

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Nelle casette vendono  prodotti unici prevalentemente di piccoli artigiani locali, e  si possono gustare  tantissimi prodotti gastronomici altoatesini, dai famosi salumi al pane locale variamente insaporito,  dai bretzel alle zuppe. Non mancano  offerte bio, vegetariane e senza glutine insomma ce n’è per tutti, anche per i più golosi che troveranno tanti dolci tipici, dagli strudel alle “strauben” deliziose frittellone di un impasto dolce che viene fatto colare attraverso uno strumento che assomiglia un imbuto direttamente nell’olio bollente e vengono servite poi con confettura di mirtilli o cioccolato fuso…
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A Merano, che quest’anno festeggia i 25 anni di mercatini, si può anche pranzare o cenare in piccole salette a forma di palline da albero di natale.
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Sempre a  Merano,   dopo una bella pattinata sul ghiaccio in piazza Terme  fate un salto alle famose terme che sono là davanti la pista di ghiaccio: abbandonatevi alle acque termali calde o fredde delle vasche con idromassaggio delle varie piscine interne ma  anche delle meravigliose piscine all’aperto, godendo contemporaneamente del panorama dei monti che la circondano, uno spettacolo unico e suggestivo specie al tramonto, ma ricordate non sono ammesse macchine fotografiche o telefonini.
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A Bolzano il mercatino è un po’ più ricco e assortito, se il tempo lo permette giungete in città di buon mattino e con la funicolare, mentre ammirate il panorama della città che si allontana sotto di voi e delle vallate che si “scoprono” via via che si sale, raggiungete Soprabolzano sull’altopiano del Renon, dove il trenino locale la cui linea è stata inaugurata nel 1907, percorrerà  in poco tempo la linea ferroviaria tra le baite e i boschi  fino a Collalbo (con un  biglietto unico che permette di girare con i vari mezzi pubblici)
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Oltre le stazioni che fanno da capolinea, ogni villaggio ha la sua piccola stazione, che è una capanna in legno, spesso sul ciglio della linea ferrata. Il panorama è  unico ed affascinante e una  passeggiata in questi piccoli villaggi  sarà rilassante: il traffico veicolare qui è pressoché inesistente…
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Al ritorno dal giro in trenino  è d’obbligo al giro al mercatino nella splendida Piazza Walther di Bolzano, per strada è facile imbattersi nei personaggi a grandezza “umana” di una nota azienda di oggettistica in ceramica; anche qui tra le bancarelle è impossibile non gustare le specialità locali o fare poi un giro più ad ampio raggio in città, tornando alla base carichi di acquisti.
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Fino all’Epifania, per quest’edizione dei mercatini, volendo siete ancora in tempo, se pensate di fare solo un giro per mercatini due o tre giorni possono bastare, ma se desiderate approfondire anche l’aspetto storico di questi posti che è notevole, è consigliabile programmare qualche giorno in più (magari in primavera!)
qui l’album di Merano
qui l’album di Renon e Bolzano
www.mercatini.merano.eu
www.mercatinodinatalebz.it

domenica 24 dicembre 2017

"I Grani antichi siciliani sposano i dolci della tradizione Napoletana"

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Un viaggio virtuale, seguendo una mappa medievale del centro storico di Napoli, dove anticamente erano situati i laboratori  dei monasteri in cui sono nate le dolci specialità tradizionali (per ogni ricorrenza) della pasticceria napoletana, guidato con brio dallo storico  Amedeo Colella,   ha preceduto la presentazione dei dolci della tradizione natalizia, prodotti da Raffaele Capparelli della Pasticceria Capriccio che ha di recente compiuto i 100 anni di attività.
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Capparelli  si rifà appunto a quelle antiche ricette, omaggiando la storia, la tradizione e il patrimonio napoletani, ma personalizza la sua produzione  con l’uso di una farina di grani “antichi” siciliani prodotta dell’Azienda Molini Riggi, fondata nel 1955 e il cui prodotto di spicco è la “Maiorca”  (da  grano tenero siciliano di tipo 1 molito a pietra),  specifica per dolci, a basso contenuto glicemico e alto contenuto di fibre, caratteristiche date appunto dalla qualità di grano usato e coltivato nel cuore della Sicilia.

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"Attraverso questo appuntamento abbiamo pensato di ricostruire uno spaccato del passato, ricordando storie, arte e tradizioni culinarie di un’antica strada napoletana ancora poco conosciuta: via San Giovanni a Carbonara, la “mia Napoli”.  Anche l’arte pasticciera è strettamente legata alla storia e mai come quest’anno, che la Pasticceria Capriccio compie cento anni, era il momento ideale per presentare i dolci natalizi, nati proprio negli antichi monasteri, preparati come si facevano un tempo, con i grani non raffinati e raccontati nell'atmosfera suggestiva di una delle più belle chiese di Napoli.", ha detto Capparelli.iPiccy-collageLa presentazione si è svolta nel complesso monumentale di San Giovanni a Carbonara,  una chiesa di Napoli  tra le più ricche di arte e architettura ed è stata seguita da una interessantissima visita guidata da Barbara Blasi, dell’’Associazione culturale Mani e Vulcani.
La chiesa, fondata tra il 1339 e 1343  sorge sull’antico carboneto , ossia il posto fuori le mura della città  dove all’epoca erano raccolti e bruciati i rifiuti, che venivano poi immessi nei corsi d’acqua che li portavano fino al mare.
Da una scala a doppia rampa, edificata nel ‘700 da Ferdinando Sanfelice, si accede ai diversi edifici costruiti sulla sottostante chiesa della Consolazione a Carbonara costituenti il complesso e che custodiscono splendide sculture di figure allegoriche e monumenti sepolcrali di vari personaggi storici, tra cui gli ultimi re angioini.
Splendidi affreschi con scene di vita quotidiana monacale e popolare adornano le pareti delle varie cappelle, interessante è il pavimento maiolicato del XV secolo.
Il complesso è visitabile gratuitamente.
L’evento è stato organizzato in collaborazione coi giornalisti gastronomici Rosaria Castaldo e Renato Rocco.
qui l’album della mattinata e della visita guidata.

giovedì 21 dicembre 2017

l 13 dicembre al ristorante Palazzo Petrucci presentato il libro dello chef Vincenzo Guarino "La Cucina Creativa Mediterranea"

iPiccy-collageDa cominciare a gustare con gli occhi, fin dalla copertina: "La Cucina Creativa Mediterranea"   è il titolo del libro dello chef stellato Vincenzo Guarino, del ristorante "Il Pievano" nel Chianti.
Vincenzo Guarino, campano di nascita, nel libro racconta di sé e dei suoi valori ai quali è fortemente ancorato: famiglia, amici, territorio; quest’ultimo rappresentato in tutte le sue proposte che continuano a essere semplici ma gustose e sempre legate alla Campania e al mare, nonostante ora sia in terra toscana, da cui prende comunque spunti.iPiccy-collageqNel libro di Alessandro Polidoro Editore, ogni ricetta è accompagnata dalle foto di Luciano Furia che col suo obiettivo riesce a cogliere l’essenza di ogni piatto, fino a trasmetterne quasi anche il profumo.
Foto, ricette e interviste con gli chef amici hanno avuto come base per la realizzazione   il PastaBar Leonessa dell'interporto di Nola, nel 2015 è diventato ormai anche punto d’incontro di confronto culturale e gastronomico tra chef, produttori ed esperti di settore.
"Ringrazio tutti quelli che hanno creduto in me negli anni - commenta Lo chef Vincenzo Guarino - soprattutto mia moglie e i miei figli, gli amici e le aziende come il Pastificio Artigianale Leonessa di Napoli, al quale sono legato per amicizia e grande stima nei confronti dei Fratelli Leonessa e del team di un'azienda che rispecchia pienamente i miei valori ed il mio legame con il territorio campano. E ringrazio i miei amici cuochi, a cui ho voluto dedicare pagine del libro, perché la sinergia che ci lega è per me fonte di energia ed entusiasmo nella Vita e le Lavoro".

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E amici chef, giornalisti, esperti del mondo gastronomico hanno presenziato alla serata - evento di presentazione del libro,  il 13 dicembre scorso  al ristorante stellato Palazzo Petrucci di Napoli. Per l'occasione  lo chef ha sottolineato commosso il forte legame coi fratelli Leonessa e con la sua famiglia, mentre  gli amici  Lino Scarallo, Carmine Di Donna e Thomas Kavcic con  l'editore Alessandro Polidoro, hanno raccontato con simpatia  anneddoti ed esperienze con Vincenzo, dai tempi dell’istituto alberghiero alle telefonate quotidiane che si scambiano anche solo per uno sfottò oltre che per confrontarsi e sostenersi a vicenda.
Il libro oltre che nelle librerie, è acquistabile anche su Amazon.
qui l’album della serata.

domenica 17 dicembre 2017

L’arte dei Pizzaiuoli napoletani, riconosciuta dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità

DSC_0497Dopo tre anni di mobilitazione e  oltre due milioni di firme raccolte nel mondo, grazie anche all’iniziativa lanciata da Alfonso Pecoraro Scanio, il 7 dicembre scorso, in Corea l’Arte dei Pizzaioli Napoletani è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco.
Non la pizza in sé, si badi bene né il singolo pizzaiolo, ma l’abilità, il talento, l’insieme di tecniche e accorgimenti acquisiti negli anni e spesso nei secoli, come per le famiglie storiche, atte a produrre quella delizia che è la pizza napoletana, con tutte le emozioni di un te
rritorio, di gusti e profumi ad essa legate.
DSC_0498Produzione sottolineata anche da un disciplinare redatto  nel 1984  da Antonio Pace e Lello Surace, e che indica le linee guida per una vera pizza napoletana, dai tipi di farina al pomodoro alla lievitazione, alla stesura che dev’essere rigorosamente manuale e la successiva cottura, che deve avvenire in forno a legna alla temperatura max di 480° e per non più di 90 secondi, mantenendo la morbidezza.
Una vittoria quindi non solo per la categoria dei pizzaioli, ma anche per il settore agricolo, grande contributore con i suoi prodotti, alla bontà di un prodotto universalmente conosciuto e purtroppo imitato il più delle volte malissimo.DSC_0463L’11 dicembre scorso presso la sede AVPN a Capodimonte,  una conferenza stampa ha festeggiato il riconoscimento, con la presenza delle due principali associazioni di categoria, l’AVPN nella persona di Antonio Pace e  l’APN nella persona di Sergio Miccù, Alfonso Pecoraro Scanio di Fondazione Univerde,  Gennaro Pasiello, vice presidente Coldiretti, i rappresentanti del comune di Napoli e i tantissimi pizzaioli arrivati da tutta Italia.
Tra i prossimi obiettivi mantenere il riconoscimento raggiunto, quindi  vigilare sull’uso improprio del riconoscimento stesso, ad esempio non usare da parte di terzi nome e simbolo Unesco per pubblicizzare la propria attività o il proprio prodotto, la maggiore tutela del consumatore con la difesa della genuinità,  la formazione e la promozione del lavoro, con l’intento di far si che i corsi di formazione diventino materia scolastica del settore ufficialmente riconosciuta.
E’ stata inoltre istituita per il 17 gennaio, in coincidenza con la festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei fornai e di tutti coloro che hanno a che fare col fuoco , la giornata del pizzaiolo.
qui l’album della conferenza.