venerdì 23 febbraio 2018

“A tavola con i Santi”

iPiccy-collage“A tavola con i Santi”, è il titolo della serata svoltasi il 19 febbraio scorso al Ristorante – Orto “Il Moera” di Avella.
Lo spunto è dato dall’accattivante  libro “Santa Pietanza” (Guido Tommaso Editore) di Giovanna Esposito e Lydia Capasso,  che durante la serata   hanno stimolato la nostra curiosità con il racconto di alcuni aneddoti tratti appunto da “Santa Pietanza”.DSC_1031Non solo una raccolta di ricette da tutta Europa, ma anche curiosità, tradizioni e leggende  spesso cruente e di derivazione pagana, raccontate in chiave non religiosa ma ironica e talvolta goliardica  di Santi (che prima di esser tali sono stati uomini e donne anche loro, talvolta burloni e dispettosi, quasi sempre martirizzati)  il cui culto è da sempre legato a ricette di cucina di vario genere che celebrano le ricorrenze ad essi legate.DSC_1049Per la serata Francesco Fusco ha scelto dal libro tre ricette, mentre per il dolce la quarta ricetta è stata affidata a Pasquale Pesce.DSC_1043Ad aprire la cena un’insalata di baccalà e arance, il Remojón de San Antón,      in uso in Andalusia la sera del 16 gennaio vigilia della festa Sant’Antonio.DSC_1048Come primo un piatto che al Moera è ormai un classico, gli Spaghetti con alici e noci, tipici della vigilia, di cui  a Sirignano (AV) si celebra un anticipo per S. Andrea, il 30 novembre. Quest’usanza è chiamata “Natale Piccirillo”, ossia piccolo, in quanto le celebrazioni sono le stesse del 24 dicembre ma in tono minore.DSC_1055Al culto di S. Anna a Ischia, è legata la processione  delle barche a mare, che ha luogo  la sera del  25 luglio: dopo le preghiere sulle barche stesse, si consumava il Coniglio all’ischitana con pomodoro e peperoncino, profumatissima la versione di Francesco.
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A S. Agata, celebrata il 5 febbraio a Catania, è dedicato il dolce di chiusura che ricorda nella forma un seno femminile: la tradizione vuole infatti che alla Santa i seni furono strappati con tenaglie dal suo aguzzino.
Le “Minne di S. Agata” devono essere servite alle donne due per volta.
La versione del dolce presentata da Pasquale è con frolla, ricotta e cioccolato, ricoperta anziché con naspro da un sottilissimo strato di croccante meringa asciugata a freddo.
Con le Minne sono state servite anche la “frolla S. Anna” una frolla alla cannella con involucro al cacao ideata da Pasquale e la sua colomba con mandorle e amarene.DSC_1087 I vini Catalanesca del Monte Somma Igt 2016, Lapillo del Vesuvio Lacryma Christi del Vesuvio bianco Dop 2016 , Magma del Vesuvio Lacryma Christi del Vesuvio rosso Dop 2012, tutti dell’azienda vesuviana Poggio Ridente, seguiti dall’AmaRè dell’Antica Distilleria Petrone,   hanno accompagnato la serata, che è stata coordinata da Laura Gambacorta.


domenica 11 febbraio 2018

Chalet Ciro a Napoli: tradizioni di Carnevale e mele…stregate!

WhatsApp Image 2018-02-11 at 20.43.26E’ probabilmente lo chalet più famoso di Via Caracciolo, Chalet Ciro, nato nei primissimi anni ‘50 del secolo scorso, e da allora meta anche di personaggi del jet set internazionale.
Non solo golosi napoletani di tutte le età, ma pure i tanti turisti che vogliono gustare  la tazzina di  caffè lasciandosi tentare anche dai prodotti classici della pasticceria e rosticceria napoletana,  con lo sguardo a uno dei lungomare più celebri del mondo fanno tappa allo Chalet Ciro a tutte le ore del giorno fino a tarda notte.DSC_0982In una serata in esclusiva per la stampa di settore, organizzata da GCpress Comunicazione , l’attuale proprietario Antonio De Martino, rappresentante la quarta generazione della famiglia di imprenditori proprietaria dell’attività ne parla con orgoglio, sottolineando la qualità immutata della propria produzione oggi come allora, che ha portato il piccolo bar fondato dal nonno Ciro a crescere ed evolversi e a diventare l’azienda odierna (con una sede distaccata anche a Londra), che dà lavoro a circa 70 dipendenti, con tre laboratori di gelateria, pasticceria e rosticceria.
Materie prime selezionate rigorosamente e  personalmente tra le migliori prodotte da aziende leader, uova fresche, frutta di stagione, amore per la tradizione con un pizzico di innovazione e grande attenzione ai clienti, che allo Chalet Ciro sono considerati ospiti,  sono la sua formula vincente.BeFunky CollageOltre le famose “graffe” fritte e il “cono graffa” quest’ultimo da gustare con il gelato, un posto di spicco merita un dolce di recente creazione , la Mela Stregata (presentata qui), un dolce gradevole e accattivante che della mela ha la forma,  risultato di un sapiente assemblaggio di panna, ricotta, pan di spagna, bagna al caffè e liquore Strega Alberti, ricoperti da una glassa a specchio: detto così più sembrare un insieme eccesivo, ma all’assaggio il dolce si rivela equilibrato e goloso e se si pensa di mangiarne solo metà… be’, dopo si vuole anche l’altra metà!
BeFunky Collaged    BeFunky Collages

La degustazione della “Mela Stregata” è stata preceduta da un sostanzioso assaggio di specialità salate (tramezzini con pancarrè artigianale morbidissimo, danubio, affettati e stuzzichini vari) seguito da un’altrettanto sostanzioso assaggio di specialità carnevalesche: chiacchiere croccanti (fritte in olio di arachidi con una percentuale di strutto, che dona una caratteristica fragranza) e savoiardi soffici e leggeri come nuvole accompagnati dal sanguinaccio, la crema al doppio cioccolato con aroma di cannella, il classico migliaccio dolce che qui allo Chalet Ciro viene proposto nella versione in crosta, (che sta tornando alla ribalta dopo un periodo di oblio) ,  con un ripieno dalla struttura particolarmente fine che richiama quello della sfogliatella frolla, e la famosa graffa calda.
qui alcune foto della serata.

Chalet Ciro
Aperto tutti i giorni escluso il mercoledì di riposo settimanale salvo festività.
dalle 6.30 alle 2.30.
Via Caracciolo, 80122 Napoli
info@chaletciro.it
tel.081669928

sabato 3 febbraio 2018

Migliaccio semi dolce di semola e spaghetti (ni)


 Devo confessare che non conoscevo questa versione semi dolce del migliaccio di semola e spaghettini insieme.
Ne parlavamo qualche sera fa con  Rita, un’amica, che (oltre a sopportarmi) mi raccontava che nel periodo di carnevale, appunto, lo faceva sua nonna paterna (di Terzigno, un comune alle falde del Vesuvio).
Quello che mi ha incuriosito molto, è l’uso in contemporanea della semola e degli spaghettini cotti in latte e acqua,  poi  l’aggiunta di uvetta (che a lei non piace, diceva, ma io ne ho aggiunto qualche acino) e la mancanza di ricotta, comune invece ad altre versioni salate, ma soprattutto ingrediente del classico migliaccio dolce napoletano e l’aggiunta di una minima quantità di zucchero che rende il risultato finale particolarmente gradevole, almeno per il mio palato.
Questo che ho fatto io l’ho cotto al forno, ma si può cuocere anche in padella, probabilmente una versione più antica o povera, di quando nelle case ancora non tutti avevano il forno; si possono altresì aggiungere pezzetti di salumi .
Questo in foto l’ho realizzato  con la quarta parte degli ingredienti, di cui segno invece le dosi originali, inoltre non avendo spaghettini in casa, ho usato spaghetti.
Ingredienti
375g di acqua
375g di latte
250g di spaghettini
Semola quanto basta (per me circa 15 g)
100g di pecorino
30g di zucchero
1pizz di sale
4 uova
una manciata di uva passa, se piace.
Portare a bollore il miscuglio di acqua e latte con l’aggiunta del sale, calare gli spaghettini e poco dopo la semola, facendo cuocere pochi minuti, fino ad avere una crema non troppo soda (quindi regolatevi un po’ con la quantità di semola per non avere poi un mappazzone quando sarà tutto raffreddato), fuori dal fuoco ho aggiunto lo zucchero mescolando per farlo sciogliere bene e lasciato raffreddare.
A parte sbattere le uova col pecorino (io l’ho grattugiato) e mescolarvi la crema di semola e spaghetti e gli acini di uvetta preventivamente sciacquata.
Sistemare il composto in una teglia non troppo alta bene imburrata e cuocere in forno caldo a 180° fino a doratura, circa 30 minuti.
E’ ottimo sia tiepido che freddo.


E di seguito vi lascio i link di tutte le altre versioni del migliaccio sia dolce che salato, che ho pubblicato:


giovedì 1 febbraio 2018

Al Murphy’s Law di Vico Equense

iPiccy-collageCome tutte le cose preziose, ha bisogno di un po’ di attenzione per essere trovato. Si tratta del Murphy’s Law di Vico Equense, nella zona di Seiano, che si trova lungo la strada sorrentina, in Via Caulino 77.  Venendo da Sorrento, bisogna prendere la seconda traversa sulla destra dopo la salita per Montechiaro. Da Napoli, dopo l’hotel Torre Barbara. Si sale per pochi metri lungo una stradina circondata dal verde e, arrivarti su, ecco che l’incanto si presenta allo sguardo: il golfo di Napoli in tutta la sua bellezza e maestosità.

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Se questo pub ha alcune delle caratteristiche tipiche dei locali inglesi: arredamento in legno, ambiente intimo, una vasta selezione di birre artigianali e musica in sottofondo, a volte dal vivo; d’altra parte, ha una connotazione molto definita nell’offerta gastronomica, con la scelta di materie prima di altissima qualità, la proposta di presidi slow food e, quando possibile, prodotti a km0.
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In cucina si avvicendano: Concetta De Nicola, Vincenzo Petrillo, Sergio Reale e Daniela Ricciardi, che rinnovano il menù con cadenza stagionale, proponendo una ampia e curata offerta di piatti di carne;  tra tutti, il misto brace con Picanha Black Angus irlandese, salsiccia nera di Norcia e pancia di maialino nero beneventano, serviti su pietra lavica.
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Formaggi campani, come la provola di Agerola e il Pecorino Bagnolese d’Irpinia ma anche “concessioni” estere come il Cheddar stagionato in grotta.  In menu non trascura portate per i vegetariani  e la possibilità  di comporre da soli il proprio panino, scegliendo tra una selezione di pani prodotti appositamente dal Panificio Lievito Madre Iommella. Il locale dispone di un ampio parcheggio e, volendo soggiornare, ha anche 4 camere con formula B&B. A condurlo nella gestione, inaugurata 4 anni fa,  ci sono cinque giovani amici: Marco e Miche Auriemma, Carmen Romano, Antonio Zullo e Nicola Ungaro che, accantonate le precedenti attività professionali, si sono uniti e hanno scommesso su questa formula di ristorazione che piace sia ai giovani che alle famiglie.
Nel periodo invernale si cena a partire dalle 20.00 con la possibilità di essere serviti fino all’una. Da marzo a giugno e da settembre a novembre il locale è aperto anche dalle 12.00 alle 16.00 E di domenica, con una formula accattivante: si pagano tutte le portate, il dolce lo offre la casa.
qui l’album della serata di presentazione alla stampa.

Murphy’s Law
Vico Equense – Corso Caulino 77

Info: 081 802 8590

lunedì 29 gennaio 2018

Med Cooking Congress - Tavola Rotonda "Il Grano che Cresce".

iPiccy-collageGiovedi 25 gennaio scorso  al PastaBar Leonessa, per il Med Cooking Congress 2018, la tavola rotonda "Il Grano che Cresce",  moderata dal giornalista Michele Armano, con il Professor Paolo Masi, Antonio Pellegrino di Terre di Resilienza, i Pastai Oscar Leonessa e Massimo Mancini, e lo chef Antonio Dipino del ristorante stellato La Caravella di Amalfi.
Conclusioni: I Grani Italiani garanzia di Genuinità grazie ai vincoli normativi. Si condanna il mondo dell'informazione che confonde i consumatori. Si accendono i riflettori sulle caratteristiche nutrizionali della Pasta. Prossimo appuntamento il 29 maggio prossimo a Corbara (SA), si celebra il pomodoro Corbarino.
"Non possiamo basare la nostra salute su un probabilmente. Siamo bombardati da messaggi mediatici confusionari". E' la posizione diretta ed esplicita di Antonio Pellegrino, Presidente della cooperativa sociale "Terra di Resilienza" emersa in occasione del meeting tecnico organizzato in occasione della V edizione del Mediterranean Cooking Congress sul tema "Il Grano che Cresce". Osservazione nata in riferimento alle ultime notizie diffuse sulla pasta di Gragnano Igp inerente alla presenza di glifosato riscontrato nelle analisi della pasta di quattro aziende di Gragnano (Per approfondimenti - https://granosalus.it/2018/01/23/pasta-di-gragnano-il-test-conferma-presenza-di-glifosato-farinetti-riveda-posizione-su-grano-italiano-e-chieda-scusa-ai-consumatori/).  DSC_0905"Il glifosato è un erbicida che in Canada ed America si usa sul grano o in altri settori agricoli - illustra Paolo Masi, ordinario di ingegneria dei Processi alimentari presso l'Università di Napoli Federico II - in Italia l'utilizzo non è autorizzato, per tutelare la genuinità delle produzioni agricole".Una genuinità delle materie prime che accende i riflettori sulla validità delle normative in Italia inerenti ai controlli nel settore agroalimentare e alla confusione invece mediatica, che troppo spesso è a discapito della verità.DSC_0929Ciò vale anche per la caratteristiche nutrizionali della Pasta: E' un ottimo antistress, in quanto ricca di vitamine del gruppo B, che aiutano il sistema nervoso centrale; l'amido della pasta libera glucosio, che aiuta la sintesi della serotonina, neurotrasmettitore del benessere; è ottima per la dieta perché ha un gran potere saziante; tra i diversi carboidrati è quello con l'indice glicemico più basso; è ottima per gli atleti per il suo potere energizzante; contiene molte fibre (integrale), importanti per prevenire malattie cardiovascolari e alcune tipologie di tumore.DSC_0920"Caratteristiche - sottolinea Antonio Dipino, chef patron del ristorante stellato La Caravella di Amalfi, la più antica stella Michelin di Italia e tra le dieci più antiche di Europa - che i turistici di ogni tipologia di nazionalità hanno compreso. Infatti tra quanti arrivano nel mio ristorante, un piatto sempre richiesto, e senza distinzione di nazionalità, è la pasta, fresca o secca".
Ed è proprio dal grano alla pasta, che è continuato ieri il confronto organizzato al Pastabar Leonessa (interporto di Nola - NA) in occasione della V edizione del Mediterranean Cooking Congress, spiegando come cambia il prodotto se seguito dal punto di vista anche agricolo, come capita al Pastificio Agricolo Mancini, che porta avanti nelle Marche un discorso completo di produzione, dalla coltivazione diretta dei campi alla trasformazione dei soli grani prodotti in casa.
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E alla produzione artigianale e manipolazione come capita al Pastificio Artigianale Leonessa a Napoli, dove oltre ai progetti di ricerca con campi di grano a Vallesaccarda, si abbina alla produzione della pasta anche la gastronomia con cucine a vista e brigate di chef all'opera ogni giorno per la preparazione di primi piatti. A conclusione degustazione di spaghetti, preparati per l'occasione dallo chef stellato Vincenzo Guarino, del ristorante Il Pievano di Gaiole in Chianti.
qui le foto dell’evento.BeFunky Collage

venerdì 26 gennaio 2018

Il 22 gennaio da Mannaia Hamburgeria & Braceria “Bufali e dintorni”, serata di degustazione con salumi di bufalo, burger, fritti e sfizi

22 gennaio Mannaia Bufali e dintorni

Apertura dell’anno per Mannaia Hamburgeria & Braceria di Marcianise (Ce) con tante novità in carta che vanno ad affiancarsi ad alcuni classici già consolidati nel menu. Più spazio alle tipicità campane, in particolare a quelle casertane. Fanno il loro ingresso, infatti, i salumi di bufalo con un poker d’eccezione: mortadella, bresaola, speck e salame. Tra le altre novità  presentate lunedì 22 gennaio  in occasione di “Bufali e Dintorni”, evento realizzato con la regia di Laura Gambacorta, anche i piccanti roll di cheddar con cuore di ‘nduja e panatura alla cipolla croccante, il panino con salsiccia di suino nero di razza casertana, diversi prodotti dei presìdi Slow Food e la cheesecake al cioccolato fondente.
Partner dell’evento saranno Buffalo Beef per le carni e i salumi di bufalo e Loco for Drink per il beverage con tre tipologie di birra Antoniana e l’Amaro del Birraio del birrificio Grado Plato.
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Mannaia nasce nel 2016 ad opera di Pasquale Cascone, della moglie Isabella e dei figli Alfonso e Andrea. In un ambiente moderno e accogliente burger buoni e ricercati, preparati con carni selezionate, verdure di stagione e condimenti genuini sono in grado di soddisfare nella giusta misura carnivori convinti, ma anche vegetariani e vegani. Ai burger e alle ottime carni si accompagna un’ampia selezione di birre artigianali alla spina e in bottiglia di birrifici italiani ed esteri e una variegata proposta di vini.
La qualità di Mannaia ha conquistato l’attenzione di Eccellenze Italiane, brand che promuove lo sviluppo del Made in Italy, che l’ha certificata come Eccellenza del Territorio per il 2018.

Menu della serata:

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Il Tris di fritti (pacchero ripieno, mozzarella in carrozza e roll di cheddar)
I
l Club sandwich
I mini burger (bufalo, angus americano e suino nero casertano)
salumi di bufalo (speck, bresaola, mortadella e salame)
La Cheesecake al fondente

In abbinamento:
La Torlonga - Birra Antoniana
Ponte Molino - Birra Antoniana
Borgo della Paglia - Birra Antoniana
Amaro del Birraio – Grado Plato

Mannaia Hamburgeria & Braceria
Viale Evangelista, 128
Marcianise (Ce)
Tel. 0823 155 0369